AMIANTO - IL NUOVO ACCORDO EUROPEO
Ciao Marco, tutti e tutte
Tutto questo clamore per la nuova direttiva europea sull'amianto non mi convince troppo.
Attualmente i limiti in Italia sono di 20 fibre/litro in MOCF (Microscopia ottica a contrasto di fase) e di 2 ff/l in SEM (microscopia elettronica a scansione).
Il motivo della differenza è che in MOCF si contano tutte le fibre (comprese FAV, polveri, fibre vegetali o chimiche) e in SEM solo quelle d'amianto e c'è una correlazione statistica nei due metodi di conteggio sulla quantità di amianto effettivamente presente anche se in MOCF c'è molta più incertezza. Siccome è molto più facile che in MOCF ci siano false positività (tante fibre ma niente amianto) che non il contrario, le aziende stanno preferendo fare tutte i rilievi in SEM (gli costa un po' di più, ma non gli blocca l'attività per le false positività). La direttiva ha abolito la possibilità di fare analisi in MOCF, ma non incide per nulla sulla tutela dei lavoratori e va incontro a quello che le imprese stanno già facendo
Hanno messo come limite 0.1 fibre per centrimetro cubo in SEM. Questo significa che il limite posto è di 10 ff/l in SEM, 5 volte maggiore dell'attuale in Italia. Ovviamente seguita a valere il limite attuale (prevale sempre la norma più garantista nel contrasto legislativo tra la normativa nazionale e quella europea). Non capisco però perchè si rivendichi come "ulteriore garanzia per i lavoratori" un limite di esposizione che in Italia è già 5 volte più basso.
Anche la previsione di 1 ff/l per il conteggio in SEM delle fibre di lunghezza tra i 5 e 9 micrometri e di diametro tra 1,6 e 3 micrometri con un rapporto l:d 3:1 è una falsa riduzione: le fibre di queste dimensioni sono quelle che causano il mesotelioma (le fibre più grandi o più piccole non dovrebbero attivare questo specifico tumore). Probabilmente, la percentuale di fibre di amianto "attive" su un campione di fibre rilevate è molto inferiore al 50% (altrimenti avresti molti più casi di mesotelioma) ed anche in questo caso si tratta di un aumento, non di una riduzione della quantità tollerata.
La normativa è europea e immagino che diversi paesi (non Francia e Germania che hanno limiti più restrittivi di quelli italiani) avessero limiti più alti. Ma, per quanto riguarda l'Italia, mi sembra veramente inappropriato celebrare la direttiva europea come una garanzia.
Fricche
Il 04/02/2025 23:13, Marco Spezia ha scritto:
Il Consiglio Europeo ha raggiunto un accordo provvisorio con il Parlamento Europeo su una nuova legge finalizzata a rafforzare la protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione all'amianto, che tuttora rappresenta uno dei rischi per la salute più pericolosi sul luogo di lavoro.
Le nuove norme riducono in modo considerevole gli attuali valori limite per l'amianto e prevedono modalità più accurate per misurare i livelli di esposizione, in linea con i più recenti sviluppi tecnologici.
Questo quanto si evince in proposito nel Comunicato Stampa del 20/07/23.
UN VALORE LIMITE DI ESPOSIZIONE INFERIORE
Nonostante sia vietato nell'UE da quasi vent'anni, l'amianto costituisce ancora una minaccia per la salute dei lavoratori a causa della sua presenza negli edifici più vecchi. Le nuove norme concordate oggi ridurranno inizialmente il valore limite massimo di esposizione a 0,01 fibre di amianto per cm³, il che è dieci volte inferiore all'attuale limite di 0,1 f/cm³.
Dopo un periodo transitorio, al massimo di sei anni, gli Stati membri saranno tenuti ad attuare un nuovo metodo per misurare i livelli di amianto, la microscopia elettronica (EM), che è più sensibile della microscopia a contrasto di fase (PCM) attualmente utilizzata e che consente di misurare le fibre di amianto sottili.
Dopo aver introdotto la microscopia elettronica, gli Stati membri disporranno di due opzioni:
misurare le fibre di amianto sottili, nel qual caso il valore limite massimo di esposizione rimarrà a 0,01 f/cm³
non misurare le fibre di amianto sottili, nel qual caso il valore limite massimo di esposizione sarà ridotto a 0,002 f/cm³.
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE RAFFORZATE
In base alle nuove norme, le imprese che intendono effettuare lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto saranno tenute a ottenere autorizzazioni dalle autorità nazionali. I datori di lavoro dovranno inoltre adottare misure per individuare la presenza di materiali a potenziale contenuto di amianto prima di iniziare i lavori di demolizione o manutenzione in locali costruiti prima dell'entrata in vigore del divieto nazionale relativo all'amianto. A tal fine possono, ad esempio, ottenere informazioni dai proprietari dell'edificio o da altri datori di lavoro, oppure consultare altre pertinenti fonti di informazione, come i registri.
I lavoratori che sono o possono essere esposti all'amianto devono indossare adeguati dispositivi di protezione individuale e seguire una formazione obbligatoria, in linea con i requisiti minimi di qualità stabiliti nella direttiva.
REGISTRI PUBBLICI
Gli Stati membri tengono un registro di tutti i casi di malattie professionali correlate all'amianto diagnosticate da un medico.
CONTRIBUIRE A SCONFIGGERE IL CANCRO
Le disposizioni concordate oggi contribuiranno a prevenire i casi di tumore professionale, in linea con il Piano Europeo di lotta contro il cancro. Se inalate, le fibre di amianto in sospensione nell'aria possono provocare gravi malattie come il cancro del polmone, i cui primi segni possono manifestarsi dopo molti decenni.
PROSSIME FASI
Gli ambasciatori degli Stati membri presso l'UE saranno invitati ad approvare l'accordo raggiunto con il Parlamento in una delle prossime riunioni del Comitato dei rappresentanti permanenti. Il testo della direttiva sarà quindi sottoposto alla messa a punto giuridico-linguistica prima di essere adottato dai ministri in una delle prossime sessioni del Consiglio. Una volta adottata la direttiva, gli Stati membri disporranno di due anni per introdurre il nuovo livello massimo di esposizione di 0,01 f/cm³ e di sei anni per introdurre la microscopia elettronica al fine di misurare i livelli di amianto sul luogo di lavoro.
Per tenere il passo con il progresso scientifico e tecnologico, la direttiva sarà regolarmente aggiornata.
CONTESTO
Sebbene sia vietato nell'UE dal 2005, l'amianto è presente negli edifici più vecchi. Costituisce pertanto una minaccia particolare per la salute nel corso della ristrutturazione degli edifici, quando i materiali contenenti amianto sono disturbati e i lavoratori inalano le fibre rilasciate. Ben il 78% dei tumori professionali può essere messo in relazione all'esposizione all'amianto.
Il 28 settembre 2022 la Commissione ha pubblicato una proposta di revisione della legislazione sull'esposizione all'amianto sul luogo di lavoro nell'ambito di un pacchetto volto a garantire un futuro senza amianto per i cittadini dell'UE.